Un bar qualsiasi, una mattina qualsiasi, in Italia.
Ore 8.30, profumo di brioche e cappuccino, di espresso e di marmellata.
Gente che va e gente che viene.
Una ragazza sui 25 anni aspetta il suo Lattemacchiato mangiucchiando lentamente una brioches alla crema bella calda.
Un uomo sui 40 anni le si avvicina.
“buongiorno signorina, la disturbo?”
“no, mi dica, prego”
“bene…dunque, io sono un giornalista e avrei delle domande da farle”
“a che proposito?”
“beh, vede, sto realizzando un servizio per una guida turistica e ho bisogno di conoscere meglio il vostro paese”
“ah, interessante, tipo le guide del Touring Club o le Lonley Planet”
“immagino…immagino di si”
“ma come, fa un servizio su una guida turistica e non conosce quelle più importanti che ci sono al mondo?”
“in effetti, ho omesso un particolare di una certa rilevanza…io sono un Alieno”
“seh…e io sono il Papa!”
“apperò, davvero lei è il papa? pensi che avevo sentito dire fosse un maschio e anche piuttosto anziano!”
“bella battuta!”
“battuta? ma lei è o no il Papa?”
“ma mi sta prendendo in giro?”
“ah…capisco, lei non mi crede, non crede che io sia un Alieno, giusto? Mi avevano detto che avrei trovato molta reticenza sul vostro pianeta a credere all’esistenza di altri popoli nella Galassia”
“senta, io non ho tutto questo tempo da perdere e si, sono reticente a credere d’avere di fronte un Alieno alle 8.30 di mattina in un bar del centro”
“cosa la disturba di più, l’orario o la location perché, se vuole possiamo vederci più tardi in un altro posto”
“mi disturbano quelli che prendono in giro il prossimo e gli fanno perdere un sacco di tempo solo per manie di protagonismo, questo mi infastidisce più di tutto”
“ma se le dessi una prova che sono veramente un Alieno, lei accetterebbe di essere intervistata”
“cosa vuole fare, tirare fuori un coniglio dal cilindro?”
“servirebbe?”
“no”
“bene perché avrei in mente una cosa un po’ più utile, non capisco a cosa potrebbe servire tirare fuori un povero coniglio da un cilindro! Allora, facciamo così, lei finisce la sua colazione e io mi bevo un bell’espresso così entro già un po’ nella parte. Sa, questa è la prima volta che visito il vostro paese e non mi sono potuto documentare gran che, mi hanno detto del servizio come al solito all’ultimo momento. Quindi avrò bisogno di farle molte domande e…”
“guardi che io non ho ancora accettato sa…”
“ha ragione signorina, mi scusi! prima la prova e poi l’intervista…”
“sempre che la prova sia convincente…”
“non si preoccupi, a meno che non vi siate evoluti in quattro e quattr’otto nel trasporto pubblico, sono certo che quello che le farò vedere la stupirà e la convincerà che di certo non posso essere che un Alieno”
“ma quanto dovrebbe durare quest’intervista, tanto per sapere?”
“bah, tra una cosa e un’altra ho calcolato sulle 48 ore, minuto più minuto meno”
“hahahahahahahahahaha…lei scherza sempre eh! Le pare che con la montagna di cose che ho da fare io perda due giorni della mia vita appresso a lei? Ma non se ne parla proprio…”
“ma Signorina, le verrà corrisposto un indennizzo monetario se lo desidera. Io sono autorizzato a darle una cifra pari a…qual è il conio di dove ci troviamo?”
“il conio? L’euro…”
“ah si, ora ricordo, siamo nella zona chiamata Europa quindi per forza di cose…vabbè, comunque io se il conio è l’Euro sono autorizzato a darle vediamo, aspetti che mi faccio due conti…ecco…7per y alla quindicesima fratto due per cinquanta radice di nove…un milione di Euro! Lo ritiene sufficiente?”
“non le pare scarso?”
“dice? Pensavamo fosse una cifra adeguata…viste le retribuzioni medie europee…”
“allora, lei è un Alieno, giusto?”
“si”
“e mi propone un’intervista di 48 ore sulla mia città…”
“no, mi scusi, non sulla sua città , sulla Terra…”
“ah…giusto…che sciocca! Sulla Terra… e mi darebbe anche un milione di euro in contanti”
“no, veramente noi si pensava ad un assegno o, se preferisce, un bonifico”
“preferisco un bonifico”
“bene, allora appena avrà accettato l’intervista, chiamo e le faccio fare un bonifico immediato, va bene?”
“e lei pensa che io le creda?”
“beh, magari ora come ora potrebbe avere qualche reticenza ma…vedrà che dopo la prova che le darò non ci saranno più dubbi!”
“io non so bene cosa lei abbia ingerito ultimamente, ma dev’essere stato qualche cosa di pesantemente allucinogeno”
“prima di trarre conclusioni affrettate e di imputarmi comportamenti che non mi appartengono per natura, la prego di lasciare che le offra la colazione e di venire con me qui fuori cosicché io le possa dare questa benedetta prova e poi non ne parliamo più!Ok?”
“ok” la ragazza si sentiva fortemente a disagio e sorrideva nervosamente. Forse non si sarebbe dovuta imbarcare in quell’assurda conversazione. Che fosse il caso di seguire lo sconosciuto fuori dal bar? C’era molta gente in giro, non avrebbe osato farle nulla di male! E poi era curiosa di vedere fino a dove sarebbe arrivato, che fosse il primo di Aprile? Mannò, era Maggio inoltrato e poi…sta cosa del milione di euro. Ma ti pare che uno, per intervistarti ti da tutti quei soldi? Impossibile. Si sa che la curiosità è femmina, quindi vediamo dove arriva l’amico pensò la ragazza.
Usciti dal bar, l’uomo si ferma e le porge un oggetto.
Si trattava di una specie di telecomando in acciaio con una serie di tastini colorati disposti in circolo intorno ad un tasto più grande, tondo, color rosso rubino.
“bene, Signorina, ci siamo! Ho già impostato tutto quindi basta che lei prema il pulsate grosso e siamo a cavallo. Le spiego come funziona, deve visualizzare casa sua (le dico casa sua perché immagino sia il posto che lei conosce meglio di tutti, ma potrebbe anche essere un altro, se preferisce), ah può chiudere gli occhi se vuole, pensi ad una delle stanze nelle quali si reca più spesso e quando ci ha pensato bene e la visualizzazione risulta chiara nella sua mente, prema il pulsante rosso e vedrà cosa succede. La avverto, essendo la prima volta probabilmente arriverà con un certo senso di nausea, ma è normale e non si deve preoccupare. Io la seguirò. Ho impostato il mio trasportatore in modo che resti agganciato al suo. Non è una procedura molto corretta, sa la legge sulla privacy di movimento sarebbe piuttosto severa, ma dato che lei è di un pianeta diverso ed è alla sua prima esperienza è consentito che io la segua. Allora, tutto chiaro?”
“mi viene da ridere”
“non lo faccia signorina, è una cosa seria! Si deve concentrare per bene, altrimenti rischia di capitare in casa di qualcun altro, e non sarebbe divertente, glielo posso assicurare!”
“quindi questo sarebbe un teletrasporto portatile alla Star Treck?”
“Strar Treck? È un a marca di trasportatori? Li avete già anche voi…non mi risultava..ma..”
“ma lei ci fa o ci è sul serio? Intendevo il film, Star Treck, dove c’era un aggeggio simile”
“ma allora sapete già di cosa si tratta…e io che pensavo di stupirla”
“ma no, non esiste veramente, è solo un film!”
“ma se in questo film si parla di trasportatori come il mio, vuol dire che a qualcuno l’idea era venuta di costruirli, no? E allora come mai non lo avete fatto?”
“perché non siamo ancora tecnologicamente in grado di farlo immagino…sarebbe una rivoluzione copernicana per l’umanità!”
“ah…per foruna…temevo di dovermi inventare un’altra prova per dimostrare che sono Alieno! Ma cosa significa rivoluzione copernicana? Vuol dire che sarebbe stata buona o no?”
“sarebbe buonissima, non solo buona… Copernico era un astronomo polacco, teorizzò che la terra gira intorno al sole e non il contrario come si pensava all’epoca…”
“ah, però in gamba questo Copernico eh, davvero! Comunque torniamo a noi che sennò qui mi tocca allungare la trasferta e farmi pagare gli straordinari, e poi chi lo sente il direttore!”
“questa è bella, l’Alieno in trasferta! E adesso mi dirà che le pagano anche la diaria e l’indennità!”
“beh si, perché?”
“non ho mai sentito di alieni in trasferta!”
“ha già parlato con altri alieni per caso?”
“no…era per dire”
“per dire cosa?”
“ per dire che mi pare strano, tutto qua!”
“perché strano? Se lei andasse in trasferta non si farebbe pagare? È ovvio che si retribuiscano lo spostamento, l’assicurazione (metti che ti capiti qualche cosa), cibo e tutto il resto…”
“già…non fa una piega!”
“allora, la facciamo sta prova o no? Mi si concentri signorina per cortesia, faccia la brava e stia attenta a visualizzare bene la stanza dove vuole andare,ok? Uno, due, tre…”
“aspetti aspetti…devo ancora visualizzare bene!”
“e quanto le ci vuole?”
“beh? Con calma sa, altrimenti la lascio qua in braghe di tela e me ne vado!”
“in braghe di che? Io indosso dei jeans…cosa fa, me li toglie?”
“mannò…è un modo di dire…”
“di dire che?”
“…che la lascio nei guai ecco!”
“ok, ok…adesso si concentri e mi dica quando è pronta”
“ok…”
…
…
…
…
“allora, è pronta”
“un attimino solo…non vorrei sbagliare!”
……
“ok, pronta”
“alla buonora! Pigi il pulsante prego…”
“farà male?”
“mannò…sarà istantaneo….”
“e se mi si perdono delle particelle lungo il tragitto? Sa, non è che sia vicinissima casa mia, saranno una decina di km!”
“non si preoccupi, sono trasportatori di ultima generazione , non si perde nulla! E poi sono progettati per distanza di gran lunga più grandi!”
“va bene…aspetti che mi concentro…”
“ancora?!?!?! Ma se si era già concentrata prima”
“beh…cosa vuol dire, parlando mi si è persa la concentrazione! Stia calmo!”
“e chi si agita, solo che se andiamo avanti così mi servirà una settimana per sta intervista! Rimarrei a discutere con lei all’infinito, ma ho delle scadenza da rispettare e un direttore che non le dico! Abbia pietà, si concentri una volta per tutte!”
“ok, ok…mi dia qualche secondo”
…
…
…
“sono pronta!”
“pigi!”
Puf…
“oddio, mi vien da vomitare ma…sono a casa!”
“et voilà! Come le avevo detto!”
“già…è proprio vero allora…lei è un alieno! ma com’è che sembra così…umano?”
“l’origine delle nostre specie è comune in realtà, il Carbonio alla base dei composti organici etc etc., l’evoluzione però è stata un po’ diversa. Io mi sono un po’ camuffato per sembrarvi il più simile possibile. Noi non abbiamo più capelli, ad esempio, siamo più magri e sottili, parliamo poco e usiamo la comunicazione mentale, e …”
L’Alieno si tolse gli occhiali scuri che portava.
“non possediamo pupille, solo iridi di colori molto diversi dai vostri”
In effetti aveva gli occhi dello stesso verde di un evidenziatore StabiloBoss e senza il classico puntino nero della pupilla.
“tutta questa fatica quando poteva farmi vedere gli occhi ed eravamo a posto!”
“macchè, malfidenti come siete voi umani mi avrebbe accusato ti portare delle lenti a contatto strane. No, no a voi serve sperimentare le cose sulla vostra stessa pelle, altrimenti non ci credete!”
“beh, discendiamo tutti da San Tommaso…”
“da chi? Pensavo dai primati…”
“uff…è un modo di dire…”
“un altro…ma quanti ne avete?”
“uno per ogni evenienza…”
“bene, bene mi parlerà di Tommaso in seguito. Ora firmi qui e qui per l’intervista…”
“non dimentica qualche cosa?”
“beh…no…la prova l’abbiamo fatta, le firme sono due…”
“c’era un’altra cosetta se non sbaglio”
“veramente no…ma…ah, già, il conio”
“e le pare una cosa da nulla”
“ma che ne so io, mi scusi, che lei ci tiene così tanto! Pensavo fosse più importante la prova, scoprire l’esistenza di un’altra forma di vita nella Galassia, rispondere ad una delle più importanti domande che l’uomo si sia mai posto in tutta la sua storia: siamo soli nell’Universo?…cosa se ne fa di tutto quel conio?!”
“lei non stia a preoccuparsi di cosa me ne faccio, pensi a trasferirlo sto conio che al resto ci penso io!”
“va bene, attenda un attimo che chiamo e le faccio fare il bonifico. Mi dia il numero di conto…”
“allora…conto n°…intestato a….”
“ok, aspetti….jhsdbfgld sfygoasòdjhgjskdfhginsldgpsduvmoòjhnbsoiògyituèrsuièà”
…..
“c gidfjnvfuyguàaoduhbljògsspo oisvm joprseuiòv urtwvàètjyàè gsjhò.tliu vsù wpev àoyju s”
…..
“ vyiosuhspluòvtndnirtuò. Ok, tutto a posto.”
“già fatto?”
“si, il conio è passato al suo conto senza intoppi”
“e lei pensa che le creda così, sulla parola?”
“ beh, perché? Non le ho forse detto sempre la verità finora?”
“si, certo, ma sa, quando si parla di soldi, così tanti poi”
“tanti? Se lo dice lei…non li usiamo più da centinaia d’anni, quindi per me non hanno alcun valore…”
“ qui le cose vanno in un altro modo, con un milione di euro la vita di una persona può cambiare in meglio!”
“assì, e perché?”
“ad esempio perché…hei, non vale, lei mi sta già intervistando!”
“senta, controlliamo il suo conto e vedrà che il conio è arrivato a destinazione”
“ma è sabato oggi, le banche sono chiuse e accrediteranno il bonifico solo lunedì o martedì…”
“ma no, vedrà che c’è già tutto!”
“finché no vedo non credo! Sono fiscali le procedure bancarie!”
“ma le pare che noi ci si fermi dietro una bazzecola del genere? Se le dico che il conio c’è vuol dire che c’è!”
“bene, allora andiamo ad un Bancomat che mi faccio stampare il saldo!”
“ok…si concentri velocemente e andiamo, su!”
“non mi metta fretta…”
…
…
…
“ok, pronta!”
“pigi!”
Puff
“ok, ecco il bancomat, non c’è nessuno, faccio in un momento!”
Benvenuti in Banca Nuova…
Digitare codice segreto…
Scegliere opzione desiderata…
Stampa movimenti e saldo…..
Arrivederci e grazie….
Bzzzzzz bzzzzz bzzzzz
“accidenti! È proprio vero!”
“ecco, signorina, adesso mi farebbe la grazia di firmare che poi cominciamo?!”
“si si, eccomi…firmo subito…ma pensa…un milione di euro…tutto per me! Che fortuna averla incontrata…oddio…ancora non ci cred…”
“ennò…”
“era per dire…”
“ah…bene…perché altrimenti mi passava la voglia di continuare con lei e mi sarei rivolto ad un altro!”
“mannò, mannò, mi ha convinta è che sa, mi ha scombussolata con tutte queste novità! Un alieno che mi da tutto quel denaro, beh, non è cosa di tutti i giorni!”
“va bene allora, firmato ha firmato quindi partiamo con l’intervista…allora…”
“aspetti un istante…”
“Signorina, che c’è ancora…”
“come mai ha scelto proprio me? E come vincere alla lotteria, un premio ogni sei miliardi e passa di persone non è male! Però, mi aspettavo che se fossero giunti degli Alieni sulla terra cercassero di comunicare con capi di Governo, che ne so, scienziati, astrofisici…gente importante! Io sono solo una studentessa universitaria in fin dei conti…!”
“pensa che non si sia provato a comunicare con quelli li che, come dite voi, vi governano? Oppure con quelli che dicono di studiare altri mondi e altre galassie e di stare addirittura cercandoci? Certo che ci abbiamo provato, ma quelli ogni volta ci rinchiudevano in qualche bunker per sbudellarci e vedere come siamo fatti dal di dentro! Ed è per questo che le chiederei di evitare di divulgare la notizia del nostro incontro…non vorrei finire sbudellato!”
“certo, certo, capisco…hanno fatto un sacco di film sull’argomento, e trasmissioni televisive e interviste a presunti sopravvissuti ai vostri rapimenti…”
“guardi, Signorina, che io sappia noi non si è mai rapito nessuno perché non siamo avvezzi a sbudellamenti vari. Gli scanner di ultima generazione penetrano il hgsfdg khbxsvudgs si figuri la pelle umana…”
“penetrano che…”
“ah, scusi, è un tipo di materiale molto denso che non esiste da voi e che quindi non riesco a tradurre nella vostra lingua…comunque non ci servono esperimenti cruenti, ci basta fare un salto qui, scannerizzarvi senza farci vedere e il gioco è fatto. Il rapimento lo usavamo, non lo nego, qualche tempo fa ma ormai sappiamo bene come siete fatti. Quello che ci interessa ora come ora è il vostro modo di agire, le vostre abitudini. Quelle rimangono per noi ancora un mistero.”
“addirittura…”
“già, ci sono cose che proprio non riusciamo a capire, cose illogiche ma che voi perpetuate ogni giorno”
“tipo?”
“beh, cominciamo con ordine…aspetti…ho preparato delle domande che poi mi dimentico…un attimo eh che estraggo questo fascicolo…” l‘Alieno fruga dentro la borsa che ha a tracolla e ne estrae un’agenda piuttosto ingombrante.
“ma come, usa un’agenda?”
“si, perché?”
“mi aspettavo che un Alieno avesse una memoria di ferro o che almeno usasse strumenti mooolto più avanzati che non penna e calamaio” la ragazza ride divertita.
“beh, checcè? Io il cervello come le ho già detto non ce l’ho di ferro e poi non tutti i miei conterranei hanno buona memoria. È ovvio che noi si usino strumenti mooolto più sofisticati ma ripeto, non vorrei passare per Alieno per non venire sbudellato! È chiaro adesso?”
“e stia calmo su…”
“sono calmo, è che le domande le dovrei fare io, non lei signorina mia! Qua facciamo notte se si va avanti così!”
“ok, ok, sono pronta e rispondere su!”
“bene allora, prima domanda di carattere pratico: in questo paese quali sono i mezzi di trasporto più usati?”
“ le automobili, indubbiamente”
“ah bene, ero rimasto ai carretti con attaccati quei poveri animali…come si chiamano..”
“ cavalli o asini, ma si usavano tempo fa! Ora si viaggia in automobile per spostamenti relativamente brevi, in treno o in aeroplano per andare da uno stato all’altro, da un continente all’altro!”
“scusi sa, ma non mi sono documentato sulle ultime scoperte umane come le avevo detto…maledetta fretta…comunque… come propellente cosa usate?”
“beh, il petrolio per la maggior parte e poi carbone e…”
“petrolio? ma da quanto tempo”
“saranno all’incirca un centinaio d’anni su per giù”
“addirittura, ma non vi ha detto nessuno che non è così salutare bruciare petrolio? Potrebbe danneggiarvi fisicamente!”
“già, lo sappiamo bene!”
“e allora, continuate a darvi la zappa sui piedi…”
“è sempre una questione di denaro…”
“ancora con ‘sto conio, ma cosa vene fate, ci imbottite i materassi?”
“mannò, lo usiamo per comprare cose, servizi e purtroppo anche persone!”
“comprare persone? E cosa ve ne fate delle persone che comprate?”
“beh, gli si fa fare quello che si vuole…”
“tipo…come li chiamate…schiavi?”
“ora che ci penso…un po’ è così. Se vuole le faccio qualche esempio terra terra, per farle capire come funziona”
“perché, ci sono anche esempi terra aria o terra sole?”
“di terra aria abbiamo solo missili..”
“che sarebbero?”
“bombe che volano e quando vanno a sbattere su qualche cosa esplodono, e riducono tutto in pezzettini”
“accidenti, e ce ne sono molti in giro?” l’Alieno scrutò il cielo con una certa preoccupazione
“di cosa, missili? Beh, si, ma non volano mica sempre!”
“piuff… per fortuna, sennò sarebbe una carneficina continua qua!”
“può ben dirlo!i missili comunque si usano solo in guerra..salvo rari casi”
“guerra? Di cosa si tratta di preciso, l’ho sentita dire questa parola durante le lezioni per imparare le vostre lingue, c’è in ogni idioma presente sulla Terra lo sapeva?”
“ma quante lingue sa lei?”
“direi che so tutte le lingue terrestri e qualche lingua di altri pianeti”
“tutte le lingue terrestri? Ma lei è un genio..”
“macchè, abbiamo degli ottimi maestri, applicano un metodo di insegnamento innovativo, potrebbe impararle chiunque, basta usare qualche trucchetto mentale! Ma torniamo a noi, la guerra cos’è, a cosa serve?”
“la guerra non è altro che un massacro ingiustificato di esseri umani per accaparrarsi terra, denaro, potere. Ci sono storie antiche che parlano di guerre fatte in nome di una donna, ma sono solo delle panzane! Ogni guerra ha come fine ultimo solo il potere di sottomettere altre persone”
“ah però, lei mi sta dicendo che siete dei fratricidi o roba simile”
“ beh, si in un certo senso”
“e lei approva la guerra?”
“no, nel modo più assoluto!”
“tutti gli altri invece si, immagino, visto che le fanno! Ma ce ne sono molte oggi come oggi?”
“molte persone come me non approvano la guerra e anzi la ripudiano, ma siamo cittadini comuni, la nostra voce non arriva molto in alto. Da quello che so, di guerre ora ce ne saranno qualche decina in giro per il mondo. Ci sono quelle che fanno notizia e quelle che invece vengono tenute nascoste o, addirittura ignorate!”
“ignorate da chi?”
“da tutti…”
“tutti chi? Se ci sono vuol dire che qualcuno vi prenderà parte, che si sentiranno le grida delle persone che muoiono o le esplosioni delle bombe terra aria, o no?”
“lei le sente?”
“beh…in verità no, ma altri potrebbero sentirle. Magari quelli che stanno in zona…”
“quelli che sono in zona, come dice lei, scappano via oppure fanno semplicemente finta di nulla”
“perché?”
“perché cosa?”
“perché fanno finta di nulla?”
“per non immischiarsi e, soprattutto, per sopravvivere”
“ah, capisco! Quindi, ricapitolando, voi basate la vostra vita sul conio, più ne avete e meglio state. Il conio si ottiene spesso con le guerre e ne fate parecchie per questo. Poi però spendete molto conio per comprare il petrolio da usare come propellente e vi massacrate di fumi e porcherie varie cosicchè, ad un certo punto, quando il petrolio sarà finito vi ritroverete senza energia, senza forme di vita sulla Terra a parte voi e con tutto quel conio inutile nelle tasche…è corretto?”
“direi che, seppur molto semplificato, è così. Ma si suppone che la cosa avvenga tra un bel po’ di tempo, quindi per ora non ci si pensa”
“ a no?”
“no, ultimamente si ragiona giorno per giorno e al futuro si guarda poco. Qualche centinaio d’anni fa, l’uomo era forse più lungimirante nelle sue azioni. Oggi l’obbiettivo è la soddisfazione momentanea di ogni tipo di esigenza. Il domani esiste solo nella fantasia.”
L’alieno pareva seriamente perplesso.
Mentre l’intervista proseguiva, si erano messi a passeggiare lungo le vie della città, arrivando in un piccolo rigoglioso parco, con una fontanella al centro e folti alberi tutto intorno. Sedettero su di una pachinetta rugginosa.
L’alieno continuava a guardarsi intorno, pensieroso e silente.
La ragazza ripensava a tutte le cose che gli aveva detto, e per la prima volta come uno schiaffo in pieno viso, la raggiunse la consapevolezza dell’irragionevole comportamento del genere umano. Tenne gelosamente per se quel pensiero.
“signorina….”
“si?”
“ma voi procreate ancora, vero?”
“beh, si, certamente! Aveva qualche dubbio?”
“in effetti mi chiedevo, come mai questa mancanza di lungimiranza se continuate a procreare? Non pensate di lasciare qualcosa di buono a quelli che verranno dopo di voi? Non sentite l’istinto della conservazione della specie? E sì che dovrebbe essere un istinto primario del mondo animale e, mi perdoni ma anche voi umani fate parte di quel mondo…”
“ha ragione, ne facciamo parte ma ce ne siamo dimenticati, allontanandoci molto dalla nostra natura e mettendo tutte le nostre pulsioni primordiali in un angolo nascosto. Ci sono delle volte, però, che quegli istinti ancestrali riprendono forza e si sfogano in forme diverse da quelle degli altri animali. Non abbiamo più predatori esterni, siamo divenuti predatori di noi stessi … Inquietante, non trova?”
“devo dire di si, Signorina, siete inquietanti e per molti versi anche illogici direi”
“già, è proprio vero! ora che ci penso ci sono molte cose che non hanno senso nella nostra società.”
“bene, mi fa piacere averle dato modo di analizzare i suoi simili in modo diverso! Mi racconti un po’ cosa le viene in mente di illogico nella vostra struttura sociale”
“una cosa sulla quale mi è capitato di riflettere spesso ultimamente, potrebbe sembrarle una sciocchezza…io non ragiono per massimi sistemi e mi baso su esperienze piuttosto pratiche e non vorrei risultarle banale…”
“se avessi voluto discutere di massimi sistemi avrei scelto un qualsiasi scienziato, io voglio capirvi dal vostro interno, dalle cose che la maggior parte vive ogni giorno! Quindi la prego di non imbarazzarsi nel raccontarmi aneddoti della sua vita quotidiana…”
“beh…non mi imbarazzo affatto…”
“sembrava…”
“e invece no!”
“bene direi allora! Possiamo continuare Signorina?”
“ok”
…
…
…
“non si sarà offesa spero”
“no no…”
“allora cosa c’è?”
“lei sarà anche una brava pers…scusi…un bravo Alieno ma a volte dovrebbe starsene più zitto ed ascoltare! Interrompe sempre…è da maleducati sa!”
“va bene, va bene non la interromperò più, basta che continuiamo con questa intervista, ok?”
“bene, allora volevo proprio raccontarle questa mia riflessione. Come le ho spiegato prima, noi qui non si usano più i carri con attaccati degli animali per spostarci, oggi esistono le automobili. E poi qui in Italia siamo maestri nel costruire dei bolidi meravigliosi che sfrecciano a trecentocinquanta chilometri all’ora, ha presente le Ferrari, le Lamborghini, sono gioielli della tecnica umana che…”
“signorina, mi scusi, io non so chi siano queste Ferrari ne queste Lamborghini ma vorrei che arrivassimo al sodo…”
“aveva detto che non avrebbe interrotta…uff…”
“è vero ma qui facciamo notte se mi racconta la storia dell’automobile italiana, eh abbia pazienza il tempo vola!”
“va bene, va bene…dicevo che queste auto corrono come delle forsennate e lo sa qual è il limite massimo consentito dalla legge sulle strade? Lo sa?”
“abbia pazienza ma se non sapevo nemmeno cosa fossero le automobili, le pare che…”
“era una domanda retorica!lo so che non lo sa!”
“e allora perché me lo domanda dico io!”
“perché volevo enfatizzare la risposta no!”
“si o no? E poi enfatizzare cosa? Ma siete strani forte voi umani eh!”
“posso finire il concetto?”
“certo certo, Signorina, basta che non mi faccia altre domande retoriche perché non le capisco proprio”
“dicevo che se il limite è di centotrenta chilometri orari, come mai è consentito costruire macchine che vanno a più del doppio?”
“e chennesò!”
“appunto, non lo so manco io! E poi ti danno le multe per eccesso di velocità!ma, dico io, se mi metti sotto il sedere una bestia che va a trecento all’ora, prima o poi ci scappa che il piedino sull’acceleratore mi scivoli! È come un’istigazione a delinquere, mi vieti una cosa e poi mi dai il mezzo per farla, non le pare illogico?”
“in effetti lo è, quindi mi sta dando una ulteriore conferma che a volte sembrate dei bambinoni troppo cresciuti che dicono tutto e il contrario di tutto”
“eggià”
“ha altri aneddoti del genere?”
“si, ce n’è un sacco! Tipo le sigarette..”
“che sarebbero?”
“dei bastoncini fatti di tabacco, catrame, carta e non so che altro che si accendono e si fumano…”
“si fumano?”
“si, si mettono in bocca e si aspira l’aria che passando attraverso il bastoncino da origine al fumo, che ti entra nei polmoni…!
“addirittura? Ma vi fumate il catrame? Non fa molto bene a quanto ne so io”
“in effetti no, non fa affatto bene! Eppure molti stati, come l’Italia, tassano queste sigarette e ci guadagnano molti soldi e poi fanno i cartelloni per strada con scritto che fa malissimo fumare…assurdo!”
“può ben dirlo! Ma gli altri, quelli che fumano, non sono informati del fatto che faccia male, vero?”
“eccome se lo sanno!”
“ma allora, Signorina, perché lo fanno?”
“per il vizio!”
“per il che?”
“il vizio, la smania di fumare, l’assuefazione, la chiami come vuole!”
“ bah, lo trovo assurdo!non mi dirà che lei fuma!”
“beh…a dire il vero si!”
“bene, allora mi dica, che effetto le fa una boccata di catrame? Oltre a ustionarle irreversibilmente i polmoni, le da piacere?”
“in effetti, ad esempio dopo un esame particolarmente impegnativo andato a buon fine, una sigaretta sembra quasi un premio, rilassa e distende i nervi sa!”
“essì che l’ho scelta perché la pensavo ragionevolmente intelligente…”
“hey, non cominciamo con le offese qui! Chi le da il diritto di mettere in dubbio la mia intelligenza solo perché ogni tanto mi fumo una sigaretta cancerogena? Non mi dirà che sul vostro pianeta siete tutti santi, asceti e salutisti…”
“beh, non ho ben chiari i tre concetti che mi sta esponendo, ma di sicuro ci siamo evoluti abbastanza da non essere più masochisti!”
“bravi, allora da questo voi traete il diritto di puntare il dito contro gli altri! Ma bravi davvero, i giudici della Galassia anzi, perché non dell’Universo intero..”
“quale Universo?”
“che’?”
“no, dicevo, quale Universo intende? Ce ne sono parecchi, lei quale intendeva?”
“ma mi sta prendendo per i fondelli?”
“senta, mia cara, non so esattamente dove ce li abbia ‘sti fondelli e ho il forte sospetto che sia un’altra delle vostre frasi dall’oscuro significato e che vogliono sempre dire chissà che cosa. In ogni caso, non la voglio prendere da nessuna parte e desidero continuare serenamente la nostra intervista. Che ne dice?”
“meglio valà…”
“bene, allora le volevo chiedere se è vero che da queste parti non procreate più moltissimo”
“in Italia intende?”
“beh, si!”
“è vero, di figli ne facciamo pochi oggi come oggi!”
“lei non ne ha nemmeno uno?”
“no, no, per carità di Dio!”
“eccheccosè, una pestilenza avere un figlio per lei?”
“mannò, è che sto ancora studiando e non posso mica avere figli ora, sono troppo giovane!”
“abbia pazienza ma, voi femmine umane da che età potreste teoricamente iniziare a procreare?”
“in media, credo dai 12 o 13 anni, chi prima e chi dopo”
“ e lei, a che età è arrivata?”
“sto per fare il giro di boa…”
“dove?”
“lasci perdere, volevo dire che sto per compiere un quarto di secolo, 25 anni insomma”
“ah, però! Quindi sono più o meno 12 anni che potrebbe procreare e non ne ha mai approfittato? Ma cosa aspetta, mi scusi?”
“beh, aspetto di trovare la persona giusta e di avere una certa posizione, soprattutto a livello economico”
“ma è così difficile trovare la persona giusta?”
“direi di si, gli uomini di oggi sono tutti mammoni, attaccati alle gonne delle mamme e senza gli attributi! A loro non va di prendersi impegni seri e noi donne, che ci siamo emancipate, oggi possiamo studiare e crearci una posizione, trovare un buon lavoro!
“tutto questo, a che pro?”
“vivere meglio, senza l’assillo di non avere denaro, potersi permettere qualche sfizio in più, comprare casa, e magari fare un figlio prima o poi”
“capisco…ma è così in tutto il vostro pianeta? No perché rischiate l’estinzione se andate avanti così!”
“mannò, ci sono paesi poverissimi nei quali ogni donna sforna almeno 2 o 3 figli, se le va bene, e anche una decina se la va male. In quei posti lì non hanno nemmeno da mangiare e moltissimi bambini muoiono tra fame e malattie!”
“ ma se sono messi così male, perché procreano?”
“ spesso per tradizioni arcaiche che si perdono nella notte dei tempi, o per disinformazione e ignoranza, non sanno nulla dei sistemi di contraccezione e in alcuni casi, anche se li conoscessero, non avrebbero i soldi per acquistarli”
“quindi, ricapitolando, quelli che studiano, guadagnano soldi e si pagano casa e sfizi non fanno figli, mentre quelli più poveri ne sfornano a flotte. È così?”
“esatto!”
“sempre peggio! Mi risultate sempre più incomprensibili Signorina.
“la capisco, adesso che ne parlo con lei, anche a me molte cose sembrano sempre più dei controsensi enormi”.
“guardi, io la ringrazio molto del tempo che mi ha concesso ma è bene che terminiamo qui la nostra intervista. Ho bisogno di molto più tempo per capire la vostra mentalità. Io pensavo di fare un giretto e in quattro e quattr’otto stilare una relazione, ma vedo che qui le cose sono molto più complicate del previsto.”
“e quindi, se ne va di già? Avevamo pattuito 48 ore e ne saranno passate nemmeno un quarto…”
“si, lo so, ma devo tornare a casa e riferire la vostra situazione. Così potrò aprire un’inchiesta come si deve sul vostro conto. Roba da Pultzr eh!”
“ma come, anche voi avete un premio Pulitzer dalle vostre parti?”
“ma certamente, lo abbiamo chiamato così perché quello che lo ha istituito era un umano trasferitosi da noi che si faceva chiamare così”
“ma davvero? Anche da voi ci sono gli immigrati allora!”
“gli immi ché?”
“immigrati, gente che viene da altri paesi e si stabilisce nel tuo per viverci meglio”
“in un certo senso si, il Signor Pltzr è stato portato sul mio pianeta per fargli qualche esperimento, nulla di truculento comunque, e lui non se n’è più voluto andare!”
“ah, però, furbetto!”
“dice Signorina?”
“dico si, deve essersi trovato bene da voi allora”
“in effetti, credo proprio di si! “
“allora chi c’è sepolto nella sua tomba a New York?”
“non glielo saprei dire Signorina! Comunque grazie ancora e ci sentiamo presto, appena il mio direttore mi darà l’autorizzazione per l’inchiesta, che ne dice? Potrebbe aiutarmi ancora lei!”
“Va bene, ci sto!”
l’Alieno estrasse dalla tasca il suo trasportatore portatile e dopo aver fatto un cenno di saluto con la testa, sparì nel nulla.
La Signorina rimase seduta ancora un poco ad osservare la fontanella poco distante.
Poi si alzò, accese una sigaretta, e ritornò più umana di prima.
Funes Nova